66) Weil. Lo sradicamento dell'operaio.
Gli operai sono stati trasformati in carne da lavoro e in ci
sta il loro sradicamento. E il marxismo non  la soluzione del
problema.
S. Weil, La  prima radice.

 Esiste una condizione sociale - il salariato - completamente e
perpetuamente legata al denaro, soprattutto da quando il salario a
cottimo costringe ogni operaio ad essere sempre teso mentalmente
alla busta paga. La malattia dello sradicamento raggiunge il
massimo di gravit proprio in questa condizione sociale. Bernanos
ha scritto che i nostri operai, almeno, non sono gente immigrata
come quelli del signor Ford. Ma la principale difficolt sociale
del nostro tempo deriva dal fatto che essi, in un certo senso, lo
sono. Bench geograficamente non abbiano mutata dimora, sono stati
sradicati moralmente, esiliati e poi riammessi di nuovo, come per
tolleranza, come carne da lavoro. La disoccupazione, beninteso, 
uno sradicamento alla seconda potenza. Non si sentono in casa
propria n in fabbrica, n nelle loro abitazioni, n nei partiti e
sindacati che sarebbero, per cos dire, fatti per loro, n nei
luoghi di divertimento, n nella cultura intellettuale, qualora
tentino di assimilarla.
[...].
Il miscuglio di idee confuse e pi o meno false che vanno sotto il
nome di marxismo, miscuglio al quale, da Marx in poi, han
contribuito quasi esclusivamente dei mediocri intellettuali
borghesi, , anche per l'operaio, un apporto affatto estraneo,
inassimilabile, e per di pi spoglio di ogni valore nutritivo,
perch  stato svuotato di quasi tutta la verit contenuta negli
scritti di Marx. Talora vi viene aggiunta una volgarizzazione
scientifica di qualit anche peggiore. Tutto questo non pu far
altro che diffondere al massimo lo sradicamento degli operai.
Lo sradicamento  di gran lunga la pi pericolosa malattia delle
societ umane, perch si moltiplica da sola. Gente realmente
sradicata non ha che due comportamenti possibili: o cadere in
un'inerzia dell'anima quasi pari alla morte (come la maggior parte
degli schiavi dell'Impero romano), o gettarsi in un'attivit che
tende sempre a sradicare, spesso con metodi violentissimi, coloro
che non lo sono ancora o che lo sono solo in parte.
[...].
Col nome di rivoluzione e spesso con parole d'ordine e temi di
propaganda identici si dissimulano due concezioni assolutamente
opposte. L'una consiste nel trasformare la societ in modo che gli
operai possano avervi radici; l'altra consiste nel diffondere in
tutta la societ la malattia dello sradicamento che  stata
inflitta agli operai. Non dobbiamo dire o pensare che la seconda
operazione possa mai esser un preludio alla prima; sarebbe un
errore. Si tratta di due direzioni opposte, che non si possono
incontrare.
Oggi la seconda concezione  molto pi frequente della prima,
tanto fra i militanti quanto nella massa operaia. Inutile dire che
essa tende a diffondersi sempre pi quanto pi lo sradicamento
dura e aumenta i suoi danni. E' facile capire che, da un giorno
all'altro, il male pu diventare irreparabile.
S. Weil, La prima radice,  Comunit, Cremona, 1954, pagine 51-54.
